Skip to Content

Tuesday, September 29th, 2020

di Massimiliano Furlan

(vinoclick) Il mese di agosto è faticosamente arrivato ed è tempo di vendemmia. In ogni parte d’Italia ci si organizza e qualcuno ha già tolto i primi grappoli dalla vite ed i risultati sembrano essere davvero ottimi in tutte le regioni a detta degli stessi produttori e di Confagricoltura.

L’annata 2020 sarà ricordata come quella del Covid-19 che non solo ha influenzato tutta l’economia mondiale ma in particolar modo il mondo del vino, nel nostro paese ci siamo ritrovati con le cantine colme di bottiglie invendute e molte aziende hanno convertito in alcol per la sanificazione molti ettolitri delle loro botti che potevano essere destinate all’imbottigliamento per l’export.

La vendemmia 2020 deve essere quella del riscatto, della resurrezione per l’enologia italiana dove i produttori cercheranno di farcela da soli dove il Governo è arrivato solo con le promesse ed i proclami. Sarà un’annata eccezionale secondo gli enologi, con una quantità minore rispetto agli anni precedenti ma con una qualità altissima ed alcune eccellenze. Questo fa ben sperare per un rilancio definitivo nel mercato mondiale dove siamo considerati bravi ma sciatti ed invece siamo solo bravi con tanta passione ed amore per le nostre viti ed i nostri vini. 

Segni di ripresa ce ne sono, abbiamo avuto un incremento del 30% sulle vendite grazie alla riapertura dei locali e dei ristoranti compresi tutti i luoghi di vacanza dove magari si è preferito un buon bicchiere di vino rispetto ai soliti mixology. 

Se tutto andrà per il verso giusto riusciremo magari anche ad avere la meglio sulla Francia ma dipende sopratutto dalle condizioni meteo, i vigneti a bacca bianca sono già in fase di vendemmia mentre quelli a bacca rossa sono in attesa di una completa maturazione sperando che non ci siano pioggie torrenziali come in Valtellina che metterebbero a rischio tutto il lavoro di un anno. 

L’altra variante che potrebbe disturbare il raccolto sono le condizioni dettate per il Covid-19 per il distanziamento, in caso di possibili rovesci ci sarebbe la necessità di avere più manodopera (tra l’altro introvabile) e quindi essere meno ligi al distanziamento e questo potrebbe rallentare il ritmo della raccolta.

Le variabili sono tante ma la fiducia lo è di più per far si che questa diventi un’annata. indimenticabile dal punto di vista qualitativo. 

m.furlan@vinoclick.org