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Saturday, July 4th, 2020

di Massimiliano Furlan

(vinoclick) Come cambia il mondo del vino con la tegola del Covid-19 è tutto da immaginare ed ipotizzare ma ci sono alcune certezze dalle quali non si può sfuggire. Soffermarci sulla catastrofe economica che sta per investire i produttori è purtroppo cosa facile e banale anche se per il momento la crisi potrebbe non sentirsi visto che gli ordini in export sono partiti da un pò con i contratti in essere che purtroppo sono sottoscrivibili anno per anno. Al momento l’unica certezza è la chiusura temporanea di ristoranti e wine-bar compresi tutti i locali pubblici di vario genere, le enoteche sono escluse perché al momento non esistono divieti di chiusure così come per la grande distribuzione ma tutto questo non può sollevare le economie delle aziende. La situazione più tragica la attraverseranno i piccoli produttori e non i grandi gruppi, i primi perché tenevano alto il fatturato con l’export e senza questo non hanno assolutamente risorse di sopravvivenza, mentre per i secondi la loro economia abbastanza solida potrà farli andare avanti ancora per un bel pò anche se dovranno rivedere le loro strategie. Proprio queste saranno la chiave di volta per riformare tutto il comparto enologico, la prima cosa per un anno almeno, chiedere al Governo l’abolizione delle accise e uno sconto sull’Iva al dettaglio oltre che uno sgravio sui contributi per i lavoratori delle aziende agricole con l’introduzione temporanea dei voucher per tutte le operazioni di raccolta come la vendemmia ed il lavoro in cantina postumo alla raccolta delle uve. 

Dal punto di vista commerciale bisognerebbe puntare molto, anzi moltissimo, sul mercato interno con vendite online attraverso i canali dell’e-commerce o direttamente dai siti delle aziende con una sola eccezione, togliere le spese di consegna ed applicare per alcuni vini sconti che possano invogliare i clienti a comprare vino. In secondo luogo, quando la pandemia sarà scesa di intensità, organizzare dei piccoli tour degustativi nelle regioni vinicole portando la gente vicino al vino il più possibile con la vendita in loco dei prodotti in degustazione. Non ultimo studiare una nuova strategia per creare più profitto dalle vendite all’estero, senza operare uno “svuota cantine” a saldo perché sarebbe la fine di un economia e l’inizio del declino del nostro vino, questo no, Abbiamo un bene prezioso, migliore per tanti versi a quello dei francesi con dei prodotti in grande crescita come Franciacorta e Barolo oppure Etna, stavamo andando bene, dobbiamo continuare ad andare bene e questa crisi si risolve solo se tutti ma proprio tutti i produttori, al contrario della politica, fanno squadra ed adottano una sola linea guida per uscire dalle sabbie mobili, dopodiché quando se ne esce tutti vivi il mondo del vino sarà più forte ed anche più bello. 

L’augurio più grande per tutti è di uscire da questo incubo con tutte le forze che solo in agricoltura e nel vino possiamo trovare, produttori avete sofferto cose più grandi e più gravi, ora forza e facciamo vedere che il vino va oltre ogni virus, noi siamo con voi, come sempre. 

m.furlan@vinoclick.org