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Tuesday, December 11th, 2018

di Massimiliano Furlan

(vinoclick) Oggi parliamo di vino. In Italia non se ne fa un consumo abbastanza massiccio i consumatori non badano molto alla qualità ma sono molto più attratti dal prezzo. I produttori sicuramente non facilitano l’acquisto, vista la scarsa promozione che viene effettuata anche nel territorio, a poco servono le grandi manifestazioni enologiche come il Vinitaly o il Merano Wind Festival, eventi utili solo ai wine lovers e agli addetti ai lavori, il vino va promosso capillarmente, nelle enoteche, nei supermercati e nelle fiere locali con le stesse aziende che da par loro devono fare un passo indietro sui prezzi al dettaglio cercando di guardare di più al mercato interno e un pochino meno a quello già fiorente esterno.

Il vino non deve essere una moda che oggi c’è e domani non più, il vino deve essere un passaggio obbligato nelle nostre abitudini alimentari, un evento culturale continuo come la pasta, la pizza e tutto quello che caratterizza la nostra cultura gastronomica. Ovviamente non bisogna bere ogni giorno ma quando si decide di mettere una bottiglia in tavola deve essere di qualità. Oggi in Italia buona parte della gente investe nella spesa quotidiana o settimanale una somma non indifferente acquistando cose di qualità ma molto spesso anche inutili, mentre nei carrelli della spesa possiamo solo notare e non sempre, vino di scarsa qualità, negli scaffali dei supermercati le file vuote sono quelle dei vini che vanno da 2 euro a 5 euro, questo ha indotto i produttori più importanti a realizzare delle linee solo per la grande distribuzione a basso costo e di qualità sicuramente inferiore. Anche in Francia troviamo vini a basso costo con l’unica eccezione che oltre il consumo nettamente superiore al nostro, la spesa pro capite è di molto superiore. Da noi si tira invece sempre in ballo la crisi come scusante migliore per giustificare tutto ciò che non ci piace.

Come risolvere allora questo problema, che con il tempo diventerà sempre più grande se il mercato estero calerà e i produttori cominceranno a segnare i primi bilanci in rosso, allora il mercato interno sarà fondamentale. Quindi per prima cosa serve una promozione capillare all’interno della grande distribuzione, partecipare di più agli eventi, organizzare eventi degusttivi nelle enoteche le quali a loro volta devono avere una scelta maggiore, puntare anche sui piccoli produttori e su quelle aziende che non rappresentano proprio il territorio, tante volte partecipiamo ad eventi importanti e quando chiediamo se quel vino viene distribuito nella nostra città ci sentiamo rispondere molto spesso che non è possibile.

Il modo migliore per cercare di muovere una economia interna fatta solo di Prosecco e poco altro è quello della distribuzione capillare, promozione e anche un passo indietro sui prezzi, sia in enoteca che nei ristoranti dove il ricarico è sinceramente folle ed ingiustificato indirizzando il cliente nella scelta più conveniente e nella maggior parte dei casi sbagliata.

m.furlan@vinoclick.org

 
 

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