Skip to Content

Wednesday, March 11th, 2026

di Massimiliano Furlan

 

(vinoclick) La salute del vino in questo ultimo anno non è certo buona. Le problematiche sono molte e non coinvolgono solo il nostro Paese ma tutti mercati più importanti. Il consumo enologico sta lentamente diminuendo non solo a scapito del mixology ma l’avvento dei vini dealcolizzati sta facendo crollare il mercato del vino mondiale, a dare poi il colpo di grazia ci sono i dazi americani e la fine del regime fiscale agevolato nel Regno Unito, tutto questo ha fatto si che i prezzi delle bottiglie siano aumentati di molto, inoltre il mercato azionario del vino ha subito un contraccolpo pesante del -26% di scambi di vini pregiati che hanno perso il loro valore sopratutto i vini francesi come Selosse e Salon.

Fino a poco tempo fa i dock londinesi erano pieni di etichette importanti di grande valore usate come garanzia con le banche da parte dei grandi imprenditori, ora queste bottiglie hanno subito una svalutazione  del loro valore a dimostrazione che il mondo enologico mondiale non è in salute. I dazi trampiani hanno dato una spallata importante anche se la Corte Suprema degli Stati Uniti li ha bocciati come illegali generando un possibile effetto boomerang per tutte le aziende che hanno esportato negli USA.

La situazione italiana non è tanto migliore, i consumatori bevono sempre meno vino, in parte grazie ai produttori che hanno alzato i prezzi in enoteca e di conseguenza i ristoratori che aggiungono un carico di almeno tre volte tanto, questo ha spaventato di molto chi era abituato a consumare vino riducendo così l’acquisto vista anche il clima di recessione in cui è caduto il Paese.

Chi sorride invece è il mondo mixology, dove Spritz e Gin Tonic stanno vivendo un momento d’oro malgrado questi hanno  un costo al bicchiere più alto di un calice di vino. Purtroppo il problema vero è la mancanza di educazione al vino, dove Produttori, ristoratori, wine bar ed enoteche non promuovono in modo adeguato il consumo ragionato di vino, nessuno di loro fa la sua parte ma ognuno tira verso i propri interessi dove l’unico comparto che tiene la crisi è quello delle bollicine trainato dai numeri astronomici del Prosecco.

Ora speriamo che il Vinitaly di Verona dia una mano a questo comparto economico discutendo e trovando soluzioni positive per tutti.

 

m.furlan@vinoclick.org